MICHAEL FRANKE
Michael Franke è nato il 17 novembre 1957 a Bonn. All'età di dieci anni comincia a dedicarsi alla pittura, studiando la natura e in particolare i paesaggi marini.
Nel 1966 la sua famiglia si trasferisce a Bruxelles, dove egli conosce alcuni artisti belgi, come Wolwens, Jean Jacques Gaillard e i componenti della scuola di St Martins Latem.
Rimane profondamente impressionato dalla luce dai colori del paesaggio fiammingo. A partire dal 1976 studia storia dell'arte a Bonn. Numerosi viaggi in Africa accrescono il suo interesse verso le discipline economiche e sociali, fino alla laurea in scienze economiche e politiche nel 1983 a Bonn. Poi l'ltalia diviene il suo principale luogo di soggiorno: Venezia, Roma e finalmente Palermo.
La sua pittura cresce con l'influsso della luce caratteristica del paesaggio italiano e fiammingo. Gli anni di Roma e Venezia sono ispirati dalle vedute urbane e dall'architettura. La pittura si stacca dalla materia. Al momento del soggiorno a Londra nel 1985 e '86, il suo lavoro è dominato dalla ricerca di una sublimazione della materia nella luce, che si concretizza in dipinti minimalisti e monocromi.
Dal 1988 risiede a Palermo. In Sicilia il paesaggio ricco di formazioni geomorfiche conduce le sue ricerche verso una materialità pittorica più forte e un'accentuazione della forma.
Contemporaneamente egli conserva la sua passione per i paesaggi nordici con le grandi distese tra cielo e mare lungo le coste fiamminghe, luogo di continuo ritorno.
Ha esposto in Olanda, Belgio, Italia, Germania, USA.
l'anima umana
somiglia all'acqua:
viene dal cielo,
risale al cielo
e ancora deve
tornare alla terra,
in eterno mutamento
Nella prima sala dell'Atelier è disposto il cielo dell'APEIRON, ideato da Michael Franke per l'inizio del terzo millennio. E' ispirato alla concezione presocratica dell'infinito atemporale: APEIRON come origine dei cosmo. Il cielo è formato da 12 grandi tele, ognuna delle quali riflette un segno dello Zodiaco: si determina così il percorso della luce solare come metafora dell'esistenza. Le opere sono disposte infatti in modo da descrivere lo svolgimento del tragitto annuale della luce. Si inizia dall'equinozio di primavera col segno dell'Ariete per giungere fino all'apogeo del segno del Cancro al solstizio d'estate; si scende poi verso l'autunno, a partire dalla Bilancia, che si manifesta nell'arricchimento dei cromatismi e delle tonalità, per decrescere ai colori cupi azzurri del declino dei sole e dell'inizio della sera, conclusa dal solstizio d'inverno del Capricorno. La successione dei 12 dipinti esprime così la metamorfosi delle diverse apparizioni del sole nel suo itinerario annuale: evocazione del parallelismo fra la ciclicità e la linearità del tempo.
Nelle due sale seguenti è esposta invece una selezione di opere recenti, ispirate alla Natura e agli Elementi, soprattutto l'Acqua e l'Aria.
La pittura di Franke nasce dalla convinzione che l'anima umana, così come i miti e le religioni, traggono la loro origine dall'unità e dall'armonia fra Uomo e Natura. Natura che nel suo splendore può offrire all'Uomo la cognizione elementare della sua beatitudine: nel momento in cui l'occhio riesca a scorgere l'espressione dell'unità divina archetipa fra Spirito e Materia.