VI EDIZIONE - 1999

Bram Bogart - Souvenir,1994 cm. 135x200

Autore

BRAM BOGART

La pittura di BRAM BOGART è una pittura gestuale e solare, caratterizzata da timbri squillanti: è colore, movimento, luce. Gli aranci accesi, i rossi sgargianti, i verdi e i blu squillanti si accostano e si contrastano in una festa di colori o si fondono con i bianchi generando tenerissime tinte pastello; accendono così una materia aspra e gessosa che, assumendo l'aspetto di un magma in movimento, si rapprende in superfici setose e grumi porosi.

Ma la vera protagonista è la luce che, colpendo frontalmente le masse colorate scivola sulle superfici lisce, si arresta sui rilievi, crea giochi di ombre, cupe profondità, esplosioni di colore che mutano con l'accrescersi o l'attenuarsi della fonte luminosa. In tal modo la materia abbandona la sua inerzia muta e buia per tramutarsi in sostanza splendente.

BRAM BOGART nasce nel 1921. Espone per la prima volta nel 1939. Si trasferisce a Parigi nel 1951 e da allora presenta le sue opere nelle più importanti città: Parigi, Francoforte, Londra, Dusseldorf, Bruxelles, Roma, Milano, Bonn, Berlino, New York.

Nel 1961 si stabilisce definitivamente in Belgio, a Bruxelles.

Partecipa al Salon des Realités Nouvelles a Parigi, espone più volte al Palais des Beaux Arts a Bruxelles e alla Biennale di Venezia.

Dal 1972 vengono organizzate retrospettive a lui dedicate da parte di collezioni di vari musei europei che acquistano le sue opere per le loro collezioni.

E' insignito del premio Guggenhein a New York, del Prix de la Critique Belge, del Premio Europa per la pittura, del Premio Jules Raeymakers assegnato dall'Académie Royale del Belgio.

Ritorna

Mostra

Le mostre d'arte contemporanea proposte in questi ultimi anni dall'Accademia Tadini hanno meravigliato, e forse anche un poco scandalizzato, una parte del pubblico locale. Ma crediamo rientri nei fini dell'istituto far conoscere, proporzionatamente ai mezzi, la Storia dell'Arte nella sua totalità, sia quella classica sia quella moderna e contemporanea, prendendo ad esempio l'operato di Luigi Tadini, le cui scelte per la Raccolta, che circa due secoli or sono andava facendo, denotano una non comune apertura mentale.

Ma dopo la sua morte ben poche furono le acquisizioni e le mostre: soltanto ora, in concomitanza con l'apertura dei nuovi spazi dell'Atelier, È stato possibile organizzare annuali rassegne, fare acquisti per la Pinacoteca e presentare le principali espressioni d'arte contemporanea, scegliendole fra le innumerevoli sviluppatesi in questo XX secolo che, nella Storia dell'Arte, verrà ricordato come "il secolo breve" per il rapidissimo succedersi di tendenze dopo l'Impressionismo.

Hanno così preso il via le mostre dedicate all'Astrattismo (con Pardi), allo Strutturalismo (con Joe Tilson), all'Espressionismo (con Lindstrom), allo Sperimentalismo. (con Corneille), ed ora alla pittura informale con Bram Bogart.

Innegabilmente tutte queste espressioni qualificate d'arte contemporanea possono aver suscitato un certo disagio che però si è andato attenuando dopo i primi sei anni di attività dell'Atelier. E ciò vale, oltre che per le arti figurative, anche per la Musica del Novecento sino a quella dei nostri giorni (citiamo i nomi di Messiaen, Befg, Berio, Nino Rota) entrata nei programmi dei concerti dell'Accademia, accanto alla musica classica.

L'arte è espressione del linguaggio umano, non può restare immobile nella storia ma necessariamente si trasforma, allo stesso modo della prosa e della poesia che dall'antichità ad oggi sono profondamente mutate.

Materia, colore e luce sono i mezzi con cui ogni pittore si esprime, e così anche Bogart, ma secondo il suo personalissimo linguaggio, apparentemente lontano da ogni tradizione.

Egli realizza la sua pittura unicamente con sostanziosa materia, distribuita senza forma alcuna, talvolta aggregandola in grossi grumi, talora distribuendola su superfici lisce, oppure alternando i due modi, superfici vivacemente colorate con toni squillanti, contrastanti o, semplicemente, bianche o nere. La luce, colpendo in modo vario quella materia irregolare o amorfa, ma colorata, si esalta, rende vive le superfici creando ombre di varia intensità, proponendo le più sorprendenti nuances ed accostamenti di estrema ricercatezza. La luce diviene pertanto la protagonista della composizione di Bogart, variata dalla diversità delle incidenze sulle superfici, generando movimento e vita nella materia inerte.

Ma tutto ciò è anticlassico? Diremmo di no: È in sostanza uno dei modi di sfruttare e distribuire la luce. di guidarla con sapienza tanto da vivificare l'oggetto, dal più importante al più umile; pensiamo alla luce poetica che esalta i barattoli vuoti e i bicchieri rotti di Morandi. E ciò succede da sempre nella storia dell'arte di ogni tempo, nelle ceramiche dei Della Robbia, nei marmi di Donatello, nelle cere di Medardo Rosso.

Sarà certamente di aiuto alla comprensione di Bogart la visione della videocassetta proiettata in Mostra, ove il Maestro stesso racconta e dimostra come nascono e come si formano le sue singolari opere.

don Gino Scalzi

Ritorna

Foto

Ritorna