| Nasce nel 1935 a Lubecca che abbandona nel 1955 per stabilirsi a Berlino. Si iscrive alla scuola di Belle Arti dove frequenta i corsi di Will Grohman e di Hans Richter, esponente di spicco del movimento Dada.
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Nel 1959 si traferisce a Parigi e nello stesso anno presenta la sua prima mostra. Nel 1965 espone al Salon del la Jeune Peinture a Parigi. | |
| A partire dal 1967 Klasen comincia ad essere presente con esposizioni personali e con partecipazioni a importanti collettive in Europa e negli USA. |
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Viene invitato nel padiglione francese dell'Exposition Universelle di Montreal fra gli artisti appartenenti alla Pop Art e alla Figuration Narrative. Ottiene il Premio Franz Roh e il premio Europa. Nel 1988 è a New York, nel 1990 a Los Angeles e nel 1991 a Tokio con mostre personali. |
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Sue opere sono nei musei di tutto il mondo fra cui: Victoria e Albert Museum di Londra, Palais de Beaux Arts a Bruxelles, Museum of Modern Art a New York, Musée National d'Art Modern, Centre Georges Pompidou di Parigi, Hara Museum of Contemporary Art di Tokio e molti altri. |
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Nel corso degli anni realizza affreschi serigrafie e pitture commissionatigli dalla Municipalità di Parigi, di Lille, dal Ministero della Cultura, dalla C.C.I.A.A. di Parigi e da numerose ditte private. Sul suo lavoro sono stati girati numerosi film e i più importanti critici gli hanno dedicato recensioni e monografie. |
| Filo conduttore di tutto il lavoro di Peter Klasen è la solitudine, l'angoscia, l'alienazione, la non-comunicazione che dominano la quotidianeità. |
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E' una pittura fredda, assolutamente distaccata, profondamente legata alla città e alla sua realtà, espressa con lo sguardo impersonale dell'obiettivo fotografico reso per mezzo dell'aerografo. |
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E' un atto creativo con cui l'artista cerca di appropriarsi di brandelli di tale realtà per ricomporli sulla tela in uno schema rigoroso con contrapposizioni di forme e colori. |
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Estremamente attento al recupero dell'iconografia urbana, l'artista crea incontri inattesi fra parti del corpo femminile e oggetti di uso quotidiano: visi, bocche, seni, orecchie, occhi si abbinano e si contrappongono ad apparecchi elettrici, aritcoli sanitari, rubinetti, manometri, tubi al neon, utensili. |
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Klasen pone così le questioni essenziali sull'esistenza dell'uomo, stabilendo analogie in grado di mettere in moto l'inconscio e indurre l'osservatore a interrogarsi su se stesso e sulla società a cui appartiene.
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